EPSON POS Summit 2016

Quest’anno ho partecipato all’EPSON POS Summit che si è tenuto a Berlino dal 15 al 16 Novembre scorso. Al POS Summit partecipano delegazioni di tutti i paesi del mondo, composte sia da personale EPSON che da partner selezionati. È una occasione molto importante per confrontare le proprie soluzioni con quelle di altri paesi, nei quali possono esserci politiche ed abitudini dei retailer più o meno evolute delle nostre.

Oltre alla presentazione di nuovi prodotti e tecnologie, gli aspetti di cui si è discusso maggiormente sono stati due:

  • Mobile POS
  • Fiscalità in Europa

Sul tema della fiscalità in Europa farò prossimamente un articolo dedicato, oggi vorrei parlare del Mobile POS e di come questa visione cambierà per sempre l’esperienza utente, hardware e software nel punto vendita.

Mobile POS non significa banalmente “far girare il software di cassa sul tablet”. Mobile POS è una esperienza nuova che coinvolge il cliente a 360°.

Qualsiasi retailer deve ormai fare i conti con la digitalizzazione del mercato. Il processo di acquisto inizia sempre di più on-line, guardando il prodotto sul sito, leggendone le recensioni e confrontandone i prezzi. Il fenomeno è maggiore più l’età del consumatore si abbassa, ed i giovani di oggi saranno i clienti di domani. I grandi siti di e-commerce come Amazon o Yoox sono senza dubbio il punto di ingresso del cliente nel mercato digitale.

Negli Stati Uniti il rapporto tra le vendite e-commerce e retail tradizionale è quasi del 9%. Di questa fetta di mercato Amazon occupa circa il 40%. È facile capire cosa stia succedendo e come cambieranno gli scenari nel prossimo futuro, con un tasso di crescita dell’e-commerce del 15% annuo.

Il retailer deve quindi occupare fisicamente più spazi possibili, essere presente non solo nel mondo reale ma anche in quello digitale. Il primo punto di riflessione è creare continuità tra spazio digitale e negozio fisico.

Troppo spesso il sito e-commerce del retailer esiste perché “deve esserci” ma non riceve adeguati investimenti alla pari di un negozio. Inoltre nei casi dei franchisor rimangono ancora questioni aperte come la protezione del canale di vendita per chi acquista on-line.

La possibilità di vedere il prodotto sul sito (nel modo più completo possibile) e poi di ritirarlo fisicamente in negozio (il cosiddetto Pick & Pay) può essere una delle strade per creare continuità.

L’esperienza digitale va poi portata in negozio. La possibilità per il consumatore di interagire con il proprio smartphone sarà una richiesta sempre crescente. Sullo smartphone è possibile portare il sistema di loyalty (le vecchie e superate fidelity card), la cronologia degli acquisti, le prenotazioni, la gestione dei resi, il post-vendita, le garanzie, il supporto del prodotto acquistato… questi sono solo alcuni esempi di come si può interagire.

Il punto vendita va trasformato con la tecnologia. Esempio eccellente sono i sistemi di Virtual Dress per i negozi di abbigliamento:

Infine anche il banco cassa va riprogettato e distribuito tramite dispositivi su tutta la superficie del punto vendita. Gli Apple Store ci hanno mostrato per primi questa filosofia in cui l’addetto alle vendite è sempre al fianco del consumatore e può concludere la transazione sul posto. I sistemi di pagamento elettronici e quelli tramite smartphone, sempre più diffusi, saranno l’acceleratore di questo processo di cambiamento.

Ecco perché mi aspetto di vedere nel prossimo futuro solo più un tablet come unico dispositivo hardware e software del punto vendita. Per questo le stampanti “Intelligent” di EPSON sono eccezionali perché già predisposte per l’uso via rete o WiFi nel pieno rispetto della normativa fiscale.

 

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