Internet delle cose

L’Internet delle cose, un mercato che solo in Italia ha un valore stimato di oltre due miliardi di Euro, in continua crescita a doppia cifra. Ma cosa è IoT (Internet of things)? Da Wikipedia:

L’Internet delle cose è una possibile evoluzione dell’uso della Rete: gli oggetti (le “cose”) si rendono riconoscibili e acquisiscono intelligenza grazie al fatto di poter comunicare dati su se stessi e accedere ad informazioni aggregate da parte di altri. Le sveglie suonano prima in caso di traffico, le scarpe da ginnastica trasmettono tempi, velocità e distanza per gareggiare in tempo reale con persone dall’altra parte del globo, i vasetti delle medicine avvisano i familiari se si dimentica di prendere il farmaco. Tutti gli oggetti possono acquisire un ruolo attivo grazie al collegamento alla Rete.

Uno scenario futuristico? No, altroché, questa è realtà! Ma cosa rende oggi l’IoT una possibilità concreta rispetto al passato, in cui il massimo era collegare la caldaia della montagna al telefono per accenderla da remoto?

A mio avviso gli ingredienti sono sostanzialmente quattro.

Disponibilità quasi ovunque della rete dati

In buona parte d’Italia abbiamo il 4G, quasi ovunque il 3G e nei posti più remoti è comunque possibile inviare qualche Kilobyte con la vecchia rete GPRS. IoT si basa su dispositivi autonomi, in grado di inviare e ricevere dati da Internet. La chiave è una semplice scheda SIM!

Le offerte del mercato TLC per SIM solo dati sono in costante aumento ed i prezzi più economici che mai. Ad esempio è possibile avere una connessione mobile permanente (senza costi di impianto) a 1€ / MB.

Per un dispositivo IoT 1 MB è tantissimo! Immaginiamo una stazione meteorologica che deve trasmettere temperatura, umidità, pressione, intensità e direzione del vento, ogni giorno dell’anno 2 volte ogni ora. Consumerà circa 1 MB, in un anno! Come a dire 1€ / anno.

Vodafone Internet of Things

 

Cloud

I dispositivi IoT devono comunicare, ma con chi? Con server centrali su cui caricare i dati e da cui scaricare nuove informazioni. IoT e Cloud sono strettamente legati, in una architettura che vede proprio il Cloud al centro della rete di informazioni; poi da una parte c’è il dispositivo IoT e dall’altra parte l’utente che lo controlla dal proprio smartphone.

Non è un caso che Microsoft o Amazon abbiano servizi Cloud specifici per IoT:

Azure IoT Suite

AWS IoT

 

Diffusione delle board programmabili

Arduino oppure Raspberry Pi sono board (schede) programmabili dotate di interfacce elettriche da/verso il mondo esterno. Con un costo di qualche decina di Euro, queste board rappresentano il trait d’union tra elettronica ed informatica, rendendo programmabile ed intelligente qualsiasi dispositivo.

Le board stanno avendo una diffusione incredibile sia nel mondo industriale che (più importante) in quello scolastico, dove sin dai primi anni di scuola superiore si insegna a fare progetti di automazione e robotica. Non dimentichiamo che proprio nelle scuole e nelle università risiede il più grande serbatoio di idee di questo settore.

 

Stampanti 3D

La stampa 3D ha portato nelle case (o nelle officine) di chiunque la possibilità di realizzare prototipi e solidi in mini-serie. Un elemento essenziale per dare forma all’IoT e vendere qualcosa di concreto.

Dai semplici supporti per le board (da integrare in dispositivi già esistenti) a oggetti nuovi, veri e propri elementi dell’IoT, curati anche sul piano del design.

 

IoT è realtà e le aziende che sapranno interpretare questo nuovo mercato avranno grandissime opportunità.

Un esempio? L’italiana Solair, fondata a Bologna nel 2011, offre soluzioni per l’IoT. È stata il primo acquisto di una azienda italiana da parte di Microsoft, nello scorso Aprile 2016. Oggi le soluzioni di Solair sono alla base dell’offerta Microsoft Azure IoT.

 

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