Low cost SSD

Circa 2 anni fa ho sostituito l’HDD del mio notebook con un SSD. Da allora non ho più sentito il bisogno di aggiornare l’hardware, è tutto sempre veloce ed immediatamente disponibile. L’accesso ai dati era rimasto l’ultimo problema da risolvere per allineare le performance di I/O a quelle sempre più spinte di processori e memoria.

Montare un SSD sui client è ormai pratica comune e piuttosto diffusa. Ma lato server qual è la situazione?

Premettiamo che esistono due famiglie di SSD: i dischi Enterprise e quelli più comuni per i Client. Tralasciando i dettagli tecnici (SLC, MLC…) e facendo un paragone, le due famiglie si distinguono come tra SAS e SATA; in particolare gli SSD Enterprise hanno una maggiore tenuta nel tempo delle prestazioni ed una durata (inteso come vita) più lunga.

La tecnologia NAND flash alla base degli SSD è infatti deperibile. Le celle di memoria hanno un numero limitato di cicli di scrittura, superati i quali il disco diventa prima inaffidabile e poi inutilizzabile. Un bel rischio per i dati del server!

Vediamo ad esempio l’usura del mio SSD:

SSD Wear Leveling

Dopo 10.530 ore di funzionamento ho raggiunto il valore di “79” come “Wear Leveling Count”. Quel valore corrisponde esattamente al numero completo di cicli di cancellazione e scrittura e determina la vita residua del mio disco.

Un disco entry-level per client (ad esempio la vecchia serie EVO) ha un limite teorico di 1.000 cicli. Quindi – al mio attuale regime di utilizzo – questo disco morirà tra 69 anni! I nuovi entry-level V-NAND hanno portato questo limite a ben 6.000 cicli, aumentando notevolmente la vita degli SSD.

I dati S.M.A.R.T. di monitoraggio del disco sono fondamentali in ambito server, così da attivare un alert in caso di predictive failure del dispositivo.

Premesso che 1) la vita del disco dipende dal tipo di utilizzo 2) che i dischi Enterprise sono ancora molto costosi 3) che i nuovi SSD Client stanno aumentando la loro qualità, la domanda è: si possono montare dei dischi di classe Client su server?

A mio avviso assolutamente sì perché è un modo veloce per svecchiare certi tipi di infrastruttura che hanno come collo di bottiglia le prestazioni di I/O. Inutile pensare alla vita dei dispositivi quando con un paio di dischi possiamo aumentare di 20 o 30 volte il numero di IOPS!

Nuovi dispostivi SAN (o NAS) come i Synology di fascia alta supportano ampiamente anche gli SSD di classe Client.

Ma per i server, ad esempio DELL, cosa si può fare? Montare dischi non certificati è consentito, ovviamente non saranno coperti dalla garanzia in caso di guasto (bene pensare a degli hot-spare). La compatibilità è piena:

SSD Dell

Così come il supporto RAID da parte del controller PERC:

SSD Perc

Ultima nota riguardo il montaggio. Si trovano facilmente dei tray compatibili DELL per il montaggio hot-swap sul server:

DELL Tray

 

Chiama subito per maggiori informazioni +39 0113473770
oppure lasciaci i tuoi recapiti e sarai contattato il prima possibile:



 

 

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