Misurare le performance per SQL

Quando un database “va lento” le cause possono essere molteplici: hardware sottodimensionato, errata impostazione del server, mancanza di un piano di manutenzione, query di interrogazione poco ottimizzate…

La soluzione ad un problema di performance richiede un’analisi molto complessa e spesso, in mancanza di chiari indicatori, si procede per esclusione. La  prima cosa da escludere è un problema all’hardware o meglio accertarsi che il “ferro” supporti il carico di lavoro desiderato.

Disporre di un tool di diagnostica è molto importante, soprattutto in questo momento in cui la maggior parte delle installazioni sono in ambiente virtuale e talvolta è impossibile accedere all’hypervisor (es. nel cloud) per monitorare gli indicatori di performance.

Recentemente Microsoft ha aggiornato il tool DISKSPD che svolge una diagnostica sulle performance di I/O dello storage.

A differenza di altri tool (es. ATTO) non svolge solo un test di lettura/scrittura sequenziale, ma simula con sufficiente precisione un I/O random, potendo scegliere la dimensione del blocco di lettura, l’ampiezza dei dati e la durata del test.

Il tool è corredato anche da un documento specifico per SQL Server. Impostando la dimensione del blocco a 8Kb ed un’area di lettura/scrittura molto grande (anche 100 o più GB) si può eseguire uno stress test dell’hardware, saturando anche eventuali cache dello storage che solitamente alterano i risultati con test di piccole dimensioni.

Con questo comando ad esempio è possibile simulare un I/O random con 40% di scritture su 100GB per 5 minuti:

Vediamo il risultato:

Analizzando i valori di velocità e operazioni al secondo si può facilmente stabilire se l’hardware rappresenta o meno un collo di bottiglia, ed eventualmente escludere una delle cause del rallentamento.

Puoi scaricare il tool DISKSPD cliccando qui.

 

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