On-Premises vs Cloud, installare in azienda (2/3)

Continuiamo l’approfondimento su “on-premises” e “cloud” affrontando pro e contro della prima scelta: le installazioni in azienda. Per anni questa scelta è stata l’unica a disposizione delle imprese e si concretizza acquistando uno o più server ospitati in qualche locale attrezzato.

Infrastruttura

A meno che in azienda siate in 3 persone a lavorare, avrete sicuramente bisogno di un cablaggio strutturato. Portare un cavo di rete ed un telefono su ogni scrivania è la base di partenza per qualsiasi organizzazione. Questi cavi di rete vanno accentrati in un armadio, dove posare anche uno o più switch, il firewall e gli apparati della connettività.

Ecco quindi che nasce inevitabilmente un locale tecnico, luogo ideale per ospitare i server.

Al minimo queste attrezzature devono funzionare anche in caso di interruzione elettrica, quindi server o no, dovrete dotarvi di uno o più gruppi di continuità.

Da un punto di vista fisico quindi, quali sono gli oneri per aggiungere server a questo locale?

  • Maggiore spazio → un armadio rack da server è profondo 1 metro (contro i 60 centimetri di uno di rete) e solitamente va posato a pavimento.
  • Consumo energetico → un server da rack recente di fascia medio-alta, con un carico di lavoro medio, consuma a regime circa 150W. In un anno ci sono 8.760 h moltiplicato 0,15 kW, il consumo annuale sarà di 1.314 kW/h. Considerato un costo medio di 0,30 Euro per kW/h, il server ha un costo annuale di circa 400 Euro.
  • Climatizzazione → Mediamente una CPU ha una temperatura di esercizio intorno ai 55° C, l’aria in entrata deve sempre essere a temperatura costante (intorno ai 20° C). Senza climatizzazione c’è il rischio di surriscaldare (e rompere) il server e la temperatura del locale, soprattutto se chiuso, si innalza molto velocemente. Un condizionatore recente, a regime, mantiene la temperatura con circa 300W di consumo. Ripetendo il calcolo di sopra, la climatizzazione vi costerà circa 800 Euro / anno.
  • Protezione dei locali → Sul server c’è “la vita” della vostra azienda, dovrete quindi preoccuparvi di proteggere adeguatamente i locali tecnici. Sia dal punto di vista delle intrusioni (accessi indesiderati, furti…) che da quello ambientale (allagamento, incendio, crolli…).

Hardware

I server vanno acquistati ed il costo è in funzione del numero e delle prestazioni necessarie. Prima che sorga la necessità di un upgrade, il vostro server può durare tranquillamente 5 anni, nella configurazione di partenza.

Se l’azienda non ha richieste crescenti ed il software è ancora compatibile con l’hardware, ogni anno di esercizio in più del server rappresenta un risparmio sul costo totale della soluzione.

I server però possono guastarsi e dovete considerare, oltre al costo di acquisto iniziale, quello della garanzia per essere sicuri di trovare (in un tempo garantito) le parti di ricambio. Il mio consiglio è quello di acquistare subito la garanzia per 5 anni, rinnovarla ogni anno diventa sempre più costoso man mano che la macchina invecchia. Allestire un piccolo magazzino di parti di ricambio (alimentatori, dischi, ventole…) vi consentirà di risparmiare sulla garanzia e sarete tempestivi in caso di guasto delle parti più comuni.

Poter scegliere il proprio hardware vi dà il vantaggio di stabilire quali prestazioni avrà il sistema, il livello della ridondanza, l’alta affidabilità. Potrete disporre di un sistema completamente dedicato alla vostra azienda. Ad esempio, per minimizzare i rischi ambientali di cui sopra, se nella vostra impresa ci sono due stabilimenti, potrete decidere di installare un server nell’uno e nell’altro. Opportunamente configurati possono farsi da backup reciproco, proteggendovi anche dagli eventi più remoti.

Contabilmente il server è un bene durevole, incrementerà i vostri CAPEX (CAPital EXpenditure, attivo patrimoniale) riducendo gli OPEX (OPerating EXpenditure, costi di esercizio).

Connettività

Mai come oggi è importante essere connessi ad internet e la connettività è ancora un problema serio in certe zone d’Italia o lontano dalle grandi città.

Il vostro server avrà bisogno di banda, la più ampia possibile! Gli utenti da remoto consultano la posta elettronica, accedono ai documenti, usano il software gestionale… non devono avere tempi di attesa.

Attualmente i servizi VDSL vi consentono di avere fino a 100 Mbps in download e 30 Mbps in upload ad un prezzo molto contenuto. Nelle zone più difficili si può ovviare con sistemi radio, che possono arrivare a velocità simmetriche fino a 50 Mbps. C’è da dire che – server o no – la connettività è indispensabile alla vostra azienda, non si può quindi imputarne il costo esclusivamente al sistema “on-premises”.

Ma se avete i server in casa, quanta banda serve?

Meno di ciò che si pensi! Questo è il grafico di consumo di un nostro cliente, con un HQ, 6 stabilimenti remoti, oltre 150 utenti ed un sistema completamente “on-premises”.

In azzurro è indicato il traffico in entrata (download) che ha una media di 0,5 Mbps ed un picco di 6 Mbps.

In rosso è indicato il traffico in uscita (upload) che ha una media di 0,4 Mbps ed un picco di 4 Mbps.

Il cliente in questione ha una linea simmetrica a 10 Mbps, in pratica in un mese non l’ha mai saturata. In azienda non è come a casa, lavoriamo e non guardiamo Netflix o Sky On Demand!

Il vero vantaggio di una installazione “on-premises” è l’indipendenza dalla connettività. Se avete un unico sito produttivo e la linea Internet è offline, potrete continuare a lavorare come niente fosse. Sarete isolati dal mondo, ma potrete certamente lavorare.

Assistenza

Se la vostra azienda paga un reparto IT significa che deve dare, nel minor tempo possibile, assistenza informatica ai propri utenti. Server o no, queste persone saranno sempre necessarie e devono conoscere il minimo per manutenere un server. Come si accende, come si spegne, controllare le e-mail di allarme, saper fare uno swap di un disco, attivarsi per chiamare l’assistenza in caso di guasto.

I server non sono riparabili sul posto, quindi nei casi peggiori si chiama l’assistenza e si aspetta l’arrivo del tecnico, con le parti di ricambio. Certo è una responsabilità e per le manutenzioni straordinarie, richiede disponibilità di tempo anche in ore notturne o festive.

Il software è lo stesso sia che abbiate un sistema “on-premises” che “cloud”. Ciò significa che il vostro uomo IT può fare gli stessi danni in locale come da remoto. Avere un sistema “on-premises” non rappresenta un fattore rischio più elevato sul piano dei dati o del software.

Se non avete personale IT allora dovete eleggere tra i vostri colleghi un addetto al server che impari il minimo necessario per accenderlo, spegnerlo e chiamare l’assistenza in caso di guasto.

Per quanto riguarda l’assistenza, il vero onere di una soluzione “on-premises” è quello del controllo del buon funzionamento delle apparecchiature. Ricordatevi però che questo controllo va svolto periodicamente anche sul software, quindi preoccuparsi dell’hardware rappresenta solo una frazione di tempo in più.

In conclusione

Un sistema “on-premises” richiede un locale adeguato, protetto e climatizzato. Vi dà il vantaggio di una soluzione dimensionata esattamente per le vostre esigenze e completamente dedicata. Dovrete preoccuparvi di avere la banda internet migliore possibile ma, al tempo stesso, ne sarete indipendenti in caso di problemi di linea. L’acquisto dei server rappresenta un CAPEX che potrete ammortizzare nel tempo. Le attrezzature vi richiederanno un controllo periodico e, in caso di guasto, dovrete essere disponibili sul posto per l’intervento dei tecnici.

 

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