On-Premises vs Cloud, la “nuvola” (3/3)

Il Cloud esiste da quando c’è Internet, per certi versi Internet stesso è il Cloud! Abbiamo iniziato a chiamarlo così solo qualche anno fa, dopo una brillante operazione di rebranding, che ha riportato all’attenzione quanto fosse comodo e veloce sfruttare risorse hardware e software già disponibili su Internet. La diffusione degli smartphone e il nostro modo di essere iper-connessi, ha creato il bisogno di accedere ai dati da remoto in qualsiasi momento. Il Cloud è stata la prima risposta a questo bisogno.

Infrastruttura

È molto semplice: non serve nulla!

Per le realtà più piccole è sufficiente un accesso ad Internet e la rete WiFi. Immaginate un ufficio essenziale, solo notebook ultra-sottili, senza cavi, senza locali tecnici, come “sospeso su una nuvola”… ecco questo è il sogno dei visionari del Cloud!

Nella pratica anche le imprese più piccole hanno bisogno di un cablaggio strutturato ma certamente se vi affidate al Cloud, l’unico vostro pensiero sarà solo quello di dotarvi di una eccellente infrastruttura di rete.

Hardware

Nel Cloud l’hardware è come un software. Da un catalogo infinito di risorse, si scelgono la dimensione e le performance del proprio server, tramite un semplice sito web. Completata una procedura guidata, in pochi minuti il server è a disposizione.

Le risorse si pagano a consumo, per ogni minuto di reale utilizzo, il conto del Cloud viene addebitato e, come le bollette delle utenze, solitamente fatturato ogni mese. Facciamo due conti:

  • Su Microsoft Azure una VM Windows Server con 8 core Xeon a 2.4 GHz, 28 GB di RAM e uno spazio disco tradizionale da 1 TB costa circa 750 Euro / mese
  • Un server Dell di analoghe prestazioni e capacità, con licenza Windows per 30 utenti e garanzia di 5 anni con intervento mission-critical entro 4 ore costa circa 9.000 Euro di listino

750 x 12 = 9.000 sembrerebbe che in un anno si ammortizzi completamente il costo del server. Ma quindi è così costoso il Cloud? Contiamo bene:

  • La VM nel Cloud è ridondata, se si rompe l’hardware fisico la sua istanza viene trasferita automaticamente su un altro server e continua a funzionare con il minimo disservizio
  • La VM si trova in un luogo sicuro, attrezzato e opportunamente climatizzato

Per ottenere una simile protezione “on-premises” al minimo abbiamo bisogno di un altro server, più il software per gestire l’alta affidabilità. Aggiungiamo al conto altri 9.000 Euro di server e 2.400 Euro di software. Più energia elettrica e climatizzazione: circa 1.200 Euro / anno.

Ipotizzando una vita media di 5 anni: 9.000 x 2 + 2.400 + 1.200 x 5 = 26.400 Euro diviso 60 mesi = 440 Euro / mese

È ancora così caro il Cloud? Quanti server ci sono in un datacenter di Microsoft rispetto ai nostri 2? E che valore diamo alla sicurezza? Oppure alla possibilità di attivare in tempo zero un nuovo server?

Costi a parte (e quelli del cloud sono OPEX, spese ricorrenti nel vostro conto economico) uno dei nodi cruciali del Cloud sono le performance. L’infrastruttura che vi viene messa a disposizione è condivisa con altre migliaia di utenti. Spesso i sistemi sono in over-booking: la reale capacità di elaborazione è inferiore a quella venduta ai clienti. Basta scorrere un po’ di forum di settore per trovare centinaia di utenti disperati per le scarse performance delle proprie macchine. Più risorse dedicate servono e più si spende.

Ultimo punto riguarda i backup. Se da un lato è vero che il Cloud è certamente un luogo più protetto e sicuro della vostra sala server e che le macchine sono ridondate e controllate costantemente, cosa succede in caso di disastro? Ad Agosto del 2015 Google ha perso lo 0.000001% dei dati in un datacenter in Belgio. Pochissimo? Se fossero stati 100 TB di spazio complessivo avrebbero perso poco più di 100 MB. Sapete quanto “pesa” un listino prezzi di 100.000 prodotti? Molto meno di 100 MB. E se fosse stato il vostro listino, quanto tempo vi sarebbe costato riscriverlo da zero, a mano?

Insomma affidarsi al Cloud va bene, ma dimenticarsi dei backup è un azzardo. Così recita il contratto di Microsoft Azure:

La responsabilità complessiva di ciascuna parte per tutti i reclami derivanti dal presente contratto è limitata ai danni diretti fino all’importo pagato ai sensi del presente contratto per il Servizio Online durante i 12 mesi precedenti il verificarsi dell’evento che ha dato origine alla responsabilità, fermo restando che la responsabilità totale di una parte per un Servizio Online non potrà in alcun caso superare l’importo corrisposto per tale Servizio Online durante la Sottoscrizione.
Nessuna delle parti sarà responsabile di danni per lucro cessante o indiretti, speciali, incidentali, consequenziali, morali o esemplari né di danni per perdita di profitti, perdita di guadagni, interruzione dell’attività o perdita di informazioni commerciali, anche qualora la parte fosse a conoscenza del fatto che tali danni si sarebbero potuti verificare o fossero ragionevolmente prevedibili.

Connettività

Il Cloud ha bisogno di banda, la più veloce possibile e senza tempi di attesa (c.d. “latenza”). Oggi i servizi VDSL offrono prestazioni fino 30 Mbps in upload, ma in certe zone d’Italia la connettività è ancora un problema irrisolto.

L’upload è il parametro che dovete considerare. Pensiamo al vostro ufficio tecnico che deve salvare sul server un progetto delle dimensioni di 50 MByte. Se il server fosse “on-premises” con una normale rete a 1 Gbps, impiegherebbe circa mezzo secondo. Con il server nel Cloud e una linea internet a 10 Mbps, impiegherebbe 40 secondi.

40 secondi contro 0,5 secondi → il Cloud ha bisogno di banda in upload!

Fortunatamente lo scenario sia della connettività che dei software è in rapidissima evoluzione. Più passa il tempo è più abbiamo connessioni veloci; i software intelligenti fanno una “cache” (copia) locale e inviano i dati al Cloud in “background” (nello sfondo) senza che l’utente rimanga bloccato.

Il vantaggio alla fine è che i vostri dati saranno accessibili ovunque, vi basterà una connessione ad Internet.

Assistenza

Anche per l’assistenza è molto semplice: non serve nulla!

Nel costo mensile del Cloud è compresa l’assistenza hardware e software che vi garantisce la più alta continuità del servizio. Se qualcosa si rompe, uno o più tecnici del datacenter si occuperanno della riparazione; il vostro server verrà automaticamente spostato su un altro hardware di backup, già pronto all’uso.

Il Cloud vi farà risparmiare sul personale IT? Rispondo con una metafora. Server “on-premises” e Cloud sono come una strada. Nel primo caso dovete preoccuparvi della manutenzione: asfaltare periodicamente, sistemare le buche, rifare le strisce. Nel secondo caso un gestore fa tutto per voi, facendovi pagare un pedaggio ogni volta che passate. Ma ciò che transita (l’auto come i vostri dati, il vostro software) è responsabilità vostra: se non sapete guidare e nessuno vi aiuta, finirete fuori strada facendovi molto male!

Il Cloud fa certamente risparmiare una parte delle attività IT, ma non tutte. Almeno le persone non dovranno più fare la notte svegli per riparare un server di vitale importanza!

In conclusione

Un sistema Cloud non richiede alcuna infrastruttura se non un veloce collegamento ad Internet. Sarete dipendenti dalla connessione per lavorare ma in cambio potrete lavorare da qualsiasi parte del mondo. Non dovrete acquistare alcuna macchina, solo scegliere le risorse che vi servono e pagarle a consumo, un OPEX per la vostra impresa. Vi affiderete completamente al gestore del Cloud: dove realmente stanno i vostri dati, il livello di backup, la ridondanza delle macchine non saranno vostri problemi. Ma se qualcosa va storto vi rimborsano solo il prezzo pagato per il servizio, non ciò che avete perso.

 

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